• Federica Frigo

NON E' PROPRIO SEMPLICE COME BERE UN BICCHIER D'ACQUA

Nel contesto odierno in cui il mondo è diventato più complesso ed i problemi sono all’ordine del giorno, le competenze di problem solving sono indiscutibilmente necessarie.

Oltre ad un’attitudine innata alla soluzione dei problemi, è importante sviluppare questa competenza attraverso l’applicazione di un metodo che aumenti l’efficacia delle proprie azioni.


"Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele", sosteneva Seneca.


La prima fase fondamentale nel ruolo di ogni manager è riconoscere il problema: andare a fondo ed individuare la situazione critica originale è l’unico modo per capirne ogni aspetto, tramite analisi imprescindibili, obiettive ed efficaci.


Ne consegue la seconda fase, la fase creativa, in cui si generano possibili strategie, per poi passare alla valutazione e conseguente scelta delle opzioni più opportune.


Individuato quindi il problema, è opportuno porsi l’obiettivo da raggiungere: questo deve essere SMART, non solo “intelligente” ma:


SPECIFIC (specifico): al momento della sua definizione, dev’essere chiaro. Cosa si vuole realizzare? Perché è importante?


MEASURABLE (misurabile): impostare un sistema di analisi per valutare i progressi strada facendo, rimanendo concentrati sul focus e sempre motivati man mano che ci si avvicina. Come capire a che punto si é del percorso? Come sapere se ci saranno problemi?


ACHIEVABLE (raggiungibile): definire obiettivi credibili e motivanti. Come si può raggiungere l’obiettivo? Quanto è realistico? Quali competenze richiede?


RELEVANT (pertinente): chiedersi se risulti importante e pertinente per ciò che si fa. Vale la pena sforzarsi? Corrisponde appieno a ciò di cui si ha bisogno? È applicabile nel contesto in cui ci si trova?


TIME-BOUND (con una scadenza precisa): fissare una scadenza precisa, in modo che risulti sfidante e motivante allo stesso tempo. Entro quando si deve raggiungere? È a breve, medio o lungo termine? Cosa si può fare a partire da oggi?


Ultimatone lo sviluppo, inizia la terza fase di esecuzione del piano ideato che consiste nell'organizzare che ogni parte del piano sia eseguita, monitorandone l’impatto in corso d’opera.


Quarta ed ultima, ma non da meno, l’imprescindibile e spesso trascurata valutazione del successo finale, utile ad individuare le best practice e gli errori da non ripetere.

Solo se si ha ben chiara la meta, quindi, è possibile tracciare in modo efficace tutte le azioni operative e strategiche che permetteranno di raggiungerla.


È ora di preparare la giusta strategia!




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