• Federica Frigo

Gli analytics per favorire il Change Management

Il change management, comunemente inteso, fornisce strumenti e processi per riconoscere e comprendere il cambiamento, gestirne l'impatto umano nella gestione operativa e aiutare così l'organizzazione a realizzare e governare la propria trasformazione.

Si tratta di un approccio strutturato, orientato a rendere possibile la transizione da un assetto corrente ad un futuro sistema desiderato facendo assimilare il cambiamento, una persona alla volta. La capacità individuale di reagire a tali stimoli, infatti, è importante per consentire di raggiungere in profondità gli effetti desiderati. Proviamo quindi a definire le categorie di persone alle quali rivolgersi all’interno di un’azienda:

· la prima comprende i dipendenti che si sentono sorpresi e minacciati dal cambiamento, i cui sforzi potrebbero risultare non sufficientemente orientati ai risultati prefissati, sabotando anche involontariamente la riuscita del progetto;

· la seconda include le persone che si sentono preparate, attrezzate e supportate dal loro management, e che hanno alta probabilità di raggiungere l’obiettivo, rimanendo nei costi e tempi previsti.

Definito il target, si è consapevoli e pronti ad intraprendere una strategia operativa mirata: uno dei modelli più noti per la messa a punto di un programma di change management è rappresentato dal modello Adkar, che individua cinque fasi fondamentali da seguire per la costruzione di un percorso mirato.

  1. Awareness (consapevolezza) in cui si spiega perché è necessario cambiare;

  2. Desire (desiderio/determinazione) per attivare l'adesione proattiva delle persone coinvolte;

  3. Knowledge (conoscenza/pratica) per comprendere come attuare il cambiamento;

  4. Ability (attitudine) in cui si costruiscono i nuovi profili e i nuovi comportamenti da adottare;

  5. Reinforcement (sostegno) per sostenere/consolidare il cambiamento.


Tra le maggiori responsabilità del management, quindi, vi è quella di identificare precocemente i cambiamenti rilevanti che si manifestano nell'ambiente interno ed esterno, ed avviare per tempo i programmi necessari ad accompagnarle o a contrastarle con azioni e progetti adeguati ad attuare la transizione favorendo l’accettazione del cambiamento.

Per realizzare ciò, è indispensabile procedere ad una prima fase di pianificazione strategica, che comprenda la revisione degli obiettivi strategici, la formazione di un team di Manager per supervisionarne la realizzazione, la definizione della strategia di implementazione e la riorganizzazione del personale in funzione degli obiettivi.

Una seconda fase prevede l’implementazione strategica: la comunicazione della nuova visione, l’applicazione del programma e la gestione degli impatti umani conseguenti alla sua attuazione, il mantenimento di un buon livello di operatività dell'azienda consolidando il nuovo assetto raggiunto.

Infine, la terza fase di valutazione e aggiustamento si focalizza sulla misurazione dei risultati ottenuti e sulla pianificazione per le future evoluzioni.

In ognuna di queste fasi è basilare utilizzare strumenti oggettivi e affidabili, che supportino sia la pianificazione sia il monitoraggio e che consentano di prendere decisioni concrete e misurabili, in poche parole migliori rispetto al passato.

Gli analytics rappresentano tools imprescindibili per deliberare in modo strategico in quanto si focalizzano sul perché è successo un determinato fatto e cosa accadrà in seguito. La vera differenza però non la fanno esclusivamente i dati, perché “da soli” rappresentano un insieme di numeri: è importante sapere cosa fare con le informazioni ottenute e come trattarle.

Ciò che distingue un progetto di successo, integrato nella mission aziendale, da un progetto fine a sé stesso è la capacità del Management di leggere quei numeri, studiarli ed interpretarli con competenza di settore. Ogni dato rappresenta una situazione e ne racchiude le motivazioni, implicite ed esplicite.

Il cambiamento che il change management comporta è radicale: accompagnare le persone verso nuovi obiettivi e consuetudini è sicuramente un aspetto molto delicato ma Introdurre le tecnologie data driven digitali a supporto della produttività, in un mondo ormai mobile, senza trasformare le abitudini e i processi è indiscutibilmente inutile.

Solo un’attenta e cosciente analisi dei numeri può supportare concretamente le decisioni di chi occupa ruoli direzionali al fine di capire l'andamento delle performance dell'azienda, generare stime previsionali, ipotizzare scenari futuri e prossime strategie di risposta: in breve incrementare il proprio vantaggio competitivo.