• Federica Frigo

ESSERE LEADER OGGI NON E' PIÙ COME PRIMA

Essere leader ha sempre significato rappresentare una guida e una fonte d’ispirazione, mostrando coraggio, passione, sicurezza, impegno e ambizione. Il buon leader sa coltivare i talenti dei suoi collaboratori e migliorare i punti di debolezza, costruendo team di persone che s’impegnano all'unisono per il raggiungimento di obiettivi comuni.


Ma tutto questo non basta più: oggi, in una situazione drammatica di ripartenza post Covid-19, il tempo è il fattore determinante alla base di ogni strategia ed il buon leader deve aumentare e diversificare il suo bagaglio di competenze per poter primeggiare in una lotta alla sopravvivenza, perché “non sarà la specie più forte a sopravvivere e nemmeno la più intelligente: sopravviverà la specie più predisposta al cambiamento” scrisse Darwin.


La comunanza di atteggiamenti tra uomo e animale presenta similitudini stupefacenti di come le doti di leadership stiano alla base di comportamenti mirati alla propria sopravvivenza nel gruppo:


· L’importanza di saper comunicare: nel mondo dei delfini, dalle chiamate vocali allo slapping di coda, la comunicazione é utilizzata in diversi modi per dirigere, guidare e proteggersi a vicenda.

Così come per i delfini, una comunicazione chiara è fondamentale per il successo generale di una squadra. Un messaggio preciso, sia scritto che sonoro, avvicina i team in situazioni di stress elevato ed è la chiave per la massima efficienza.


· Saper individuare la struttura: la struttura intesa come squadra è fondamentale per la produttività. Come insegnano le api, ripartire il lavoro in modo uniforme ed efficiente tra i membri del gruppo e assicurarsi che tutti conoscano l’importanza del proprio ruolo è essenziale.


· Saper incoraggiare lo spirito di squadra: i lupi sono noti per viaggiare in gruppi ristretti, con classifiche sociali molto severe. Questo li costringe ad essere comunicatori esperti: ululano non solo per comunicare su lunghe distanze o distinguersi tra branchi, ma questo verso contribuisce a rafforzare i legami sociali ed il cameratismo.

Incoraggiare i collaboratori a conoscersi a vicenda permette di rendere i gruppi più coesi, uniti e di maggior successo.


· Il problem solving non è per tutti ma sicuramente per le Iene: questi animali, durante un esperimento, hanno scoperto velocemente che per ottenere il cibo bastava tirare le due corde contemporaneamente.

Il lavoro di gruppo può essere la chiave per progetti di successo: le risorse potrebbero essere in grado di affrontare alcuni problemi meglio insieme che individualmente.


· Saper incoraggiare a provare cose nuove: le orche, uno dei più famosi predatori del mare blu profondo, sono esperte nel lavorare insieme per realizzare qualsiasi cosa, dalla caccia, all'insegnamento ai piccoli. Gli anziani sono soliti spingere le giovani balene a testare ed apprendere nuove tecniche di caccia.

Motivare al cambiamento, a nuove esperienze e imparare gli uni dagli altri aiuta a migliorare l’apprendimento e creare team più forti.


Oggi la priorità è la gestione del tempo: ore, se non minuti, che non si hanno più come prima perché mesi di fermo hanno paralizzato interi settori, e che nessuno può concedersi il lusso di sprecare.


Al di là delle competenze tecniche, il leader di oggi non può più investire in continue ricerche ed analisi del clima perfetto e della migliore coesione tra gli stakeholder di progetto ma è necessario andare oltre le caratteristiche sopra elencate e far fruttare maggiormente le proprie prestazioni, cosciente di essere:


1. autentico e trasparente: solo l’onestà in merito alle proprie competenze ed i propri limiti ripaga con la fiducia dell’imprenditore. E nel momento in cui si presenta una strategia, é preferibile esporre i fatti come realmente sono anziché girarci attorno onde evitare sprechi di tempo ed energie;


2. flessibile e adattabile: con l’elasticità di pensiero e la flessibilità nel trovare le soluzioni si rimane concentrati sugli aspetti importanti, quelli che qui e ora e non devono essere trascurati;


3. positivo: dopo un difficile periodo che ha scaturito un’alternanza tra sentimenti di paura, tristezza, rabbia ed euforia, l’atteggiamento più opportuno da adottare è la positività per poter motivare realmente il team all'azione; questo non vuol dire tacere la realtà ma, al contrario, è importante essere onesti con tutti i collaboratori e mantenere una visione positiva per raggiungere la meta senza arrendersi di fronte alle difficoltà;


4. resiliente, perseverante: gli ostacoli sono tanti, ogni giorno. Non perdere mai di vista la finalità della propria missione, saper trasformare i problemi in opportunità con un forte senso di responsabilità è una dote fondamentale per il leader di oggi, che non deve mai gettare la spugna;


5. doppiamente visionario: per tenere sotto controllo il cammino, il buon leader deve avere una visione a medio-lungo termine per non perdere di vista l’obiettivo, ma allo stesso tempo deve saper essere operativo nel breve per compiere gli step quotidiani necessari;


6. veloce: in un contesto in cui l'espressione “con calma” è bandita, è necessario essere tempestivi e soprattutto selettivi in merito alle priorità da affrontare.


Il Temporary Manager è un leader già formato per agire in questo modo: ottimizzare degli spazi, i tempi e le risorse è il suo pane quotidiano. Lo contraddistingue una lucidità non “contaminata” dal modus operandi consueto, in grado di focalizzare le priorità per raggiungere in tempi realistici ed ottimali l’obiettivo imprenditoriale.





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